venerdì 20 maggio 2016

La macchina umana - incubo formato ufficio

E Dylan Dog fa colpo un altra volta, tra parabole discendenti e storie da oscurare in questo famigerato nuovo corso, ecco un altra perla un altro albo da salvare nei must moderni, un altra storia che fa ben sperare il piccolo Dylan-fag dentro di me, un Dylan poco rappresentato di quelli che non trovi ogni mese in edicola (anche se effettivamente in edicola stava), è il caso dell'intraprendente "la macchina umana".
La copertina dell'albo
Partendo dall'incipit il successo è assicurato, formula che già si applicava al vecchio indagatore è quella degli incubi di tutti i giorni, dove l'incubo peggiore è come arrivare a fine mese e il mostro più spaventoso il capo che chiede le pratiche.
L'albo si basa su un semplice what if.
Cosa succederebbe se Dylan fosse un normale impiegato d'ufficio in un'azienda che sfrutta i dipendenti con turni disumani e pressioni continue?
La risposta è semplice e realistica: niente, Dylan è solo un altro impiegato che non ce la fa più, che ha voglia di cambiare tutto, di farsi rivalutare in un sistema che lo sta inghiottendo, ma che a sua volta dipende dal sistema stesso e non può fare altro che convivere con stress, stanchezza e difficoltà economiche.
Alessandro Bilotta inoltre si dilunga a descrivere un sistema globalizzato in cui Dylan stesso si fa sovvraffare dalla voglia di comprare oggetti inutili, di indebitarsi per cose di cui non ha bisogno, di farsi tentare dai saldi al centro commerciale, un sistema in cui il lavoratore stesso non lavora più solo per bisogno di sopravvivenza, ma per soddisfare le mancanze provocate dall'ultra lavoro con l'acquisto di oggetti ,che in questo volume sono prodotti dalla stessa azienda che dà lavoro agli impiegati, un perfetto cerchio che si chiude con il lavoratore/consumatore, un loop che usura la persona e la trasforma in macchina arricchendo un élite di managers che sta al vertice dell'azienda, per l'impiegato non c'è pausa, non c'è riposo, bisogna essere efficienti, flessibili e sopratutto dei perfetti macchinari che non diano troppi problemi.
Preoccupante la figura del superiore, un personaggio scaltro e infido che vive nella tranquillità e cerca di essere tranquillizzante anche mentre annuncia lunghe ore di lavoro extra o licenziamenti. Una figura malvagia che si compiace per la sorte avversa che i suoi impiegati soffrono, che ha sempre la risposta giusta per zittire chi accusa lui o la sua amata azienda; quest'ultima vista come famiglia, madre, padre, unico obiettivo da mantenere nella vita sia per l'impiegato che per il manager.
Un dio intoccabile a cui si deve tutto.
Particolare anche il mosaico di personaggi di questa storia, ogni dipendenti è un istantanea di un lavoratore tipo, da chi è ossessionato dalle bollette a chi per accaparrarsi la benevolenza del capo segnala chi dorme, tra l'altro in questo ufficio non vi è molto affetto tra dipendenti, prevale un atmosfera di sfida alla scalata sociale.
Ma cosa ci azzecca Dylan in tutto questo quadro? È solo un altro ingranaggio dell'azienda, per lui non c'è nessun grande caso da risolvere, nessun mistero da svelare, anzi per un piccolo ritardo passera giorni interi su pratiche, e tornato a casa lo aspetterà il suo fedele compagno di disavventure Groucho, che è ormai in procinto di diventare la casalinga perfetta.
Altro segno rivelatore del cambiamento è proprio il rapporto tra Groucho e Dylan: Dylan spossato dal lavoro inizia a ritenere addirittura comiche le battute di Groucho, quest'ultimo si inizia a fare filosofico citando massime da libri laburisti, situazione alquanto sperimentale per chi segue Dylan da molto, nonostante le ore opprimenti di lavoro e la prigionia alla scrivania Dylan (come in qualsisia albo) troverà la sua ragazza di turno, una segretaria in fuga mentale dal lavoro e con idee sovversive su come far crollare il sistema, sicuramente una figura bizzarra e piena di un fascino quasi onirico, fatto sta che riesce a coinvolgere Dylan in un attentato al sistema, spingendolo a guardare oltre il suo ruolo da ingranaggio nell'azienda, a puntare a chi sta in cima, ai manager e direttori, in merito appunto avrà un incontro con quest'ultimi, rappresentati come scimmie che si scambiano costosi regali al tavolo delle decisioni e giocano a lanciarsi escrementi.
Struttura e tecniche narrative sono ben studiate, la trama in se non è fitta, ma racconta in modo diretto i drammi all'interno dell'azienda, molto saggio l'uso di metodi più sperimentali nella narrazione, ad esempio verso metà volume sembra che la storia si stia evolvendo nella classica Dylan-way con un mostro da sconfiggere, invece il tutto è un sogno che si conclude con il fatidico "Fine dell'episodio", un buon esempio di meta fumetto (che però su Dylan si era già visto con albi come Morgana), Bilotta si diverte anche a giocare con spazi e inquadrature, in una pagina dà l'illusione che Dylan sia all'aperto in una rigogliosa collinetta, invece quando si alza l'inquadratura cambia, in verità la collinetta era solo un manifesto dentro un centro commerciale.
Stupendo il tratto di Fabrizio De Tommaso (tra le altre cose anche lo stupefacente copertinista di Morgan Lost), uso eccelso di tratteggio e ombre, rende anche molto l'espressività dei personaggi e le tavole più elaborate.
Magnifico esempio della capacità di De Tommaso di tratteggiare le texture.
Consiglio il volume a qualsiasi fan di Dylan, a chi comunque ha già avuto l'occasione di approfondire il Dylan "classico" in modo da apprezzare meglio il cambiamento.

Angolo della citazione: “Non ti sei mai preoccupato per i soldi … ma almeno quando guadagnavi da fame potevamo nutrire dei dubbi”- Groucho

post-it:Vi ricordo che domani, sabato 21 maggio esce in edicola il primo volume di "Tutto Pazienza" inutile che vi ripeta quanto è must sta collana quindi vi rimando all'articolo, e ACCATTATELO.
-Badfacu

giovedì 19 maggio 2016

La storia del topo cattivo - un argomento non facile

Spero che abbiate già sentito parlare di Bryan Talbot, abilissimo fumettista inglese old school, si potrebbe dire anche uno dei maggiori fumettisti inglese, nonché maggiore esponente del fumetto underground che ha ispirato altrettanti suoi colleghi, un maestro che sa gestire benissimo il suo media e che si rinnova sempre di storia in storia facendosi notare sia con graphic novel che incursioni nelle più disparate testate (più notoriamente in DC).Ma quando un autore del genere si cimenta in una delle sue storie più atipiche, cosa succede?
una cosa è sicura viene fuori uno dei fumetti più controversi che abbia mai letto, spiazzante nella sua chiarezza.
"La storia del topo cattivo" di Bryan Talbot, pubblicato per dark horse nel 1994, è un fumetto strano di quelli di cui non sapresti dire di cosa parla guardandone semplicemente la copertina, ancora più strano è lo scoprire di cosa parla, scoprire che parla di un argomento spinoso e delicato come l'abuso su i minori.
 
Autoritratto del maestro
La storia si apre con Helen la nostra protagonista, che fuggita di casa per gli abusi del padre si ritrova a vivere per strada mendicando e dormendo su i marciapiedi, con al compagnia del suo fedele topo unico compagno di vita, infatti la ragazza è ripugnata dal resto delle persone e gli risulta difficile rapportarsi con gli altri, la storia si svilupperà in un viaggio on the road sulle orme della sua ispiratrice Beatrix Potter (scrittrice e illustratrice popolare di racconti su topini e coniglietti), un viaggio nell'elaborazione del trauma, infatti l'opera si divide in tre parti: città, strada e campagna, che gradualmente seguiranno anche un percorso di elaborazione e meditazione su gli abusi subiti, il tutto intervallato da flashback neri e dolorosi durante il periodo degli abusi, fino a trovare il confronto, quindi un percorso sia fisico che mentale per pacificarsi
Helen nel suo viaggio troverà sia esperienze sgradevoli e che sottolineano la decadenza morale, sia esperienze umane che le daranno speranza nel prossimo.
Talbot analizza in modo stupendo le diverse fasi dell'evoluzione della protagonista, inizialmente ci mostra una ragazza distrutta, magra con i capelli cortissimi, privata di qualsiasi aspetto femminile, tanto da essere scambiata per un ragazzo, che non proferisce parola fuorché al suo topo di compagnia, diffidente e chiusa e assediata da allucinazioni, mentalmente demolita tanto da non trovare il coraggio di suicidarsi, che si condanna dicendo di essere diversa "un topo cattivo" perché fuggita dagli abusi del padre a cui crede di aver ingiustamente disubbidito.
Il suo vagabondare è interrotto da un gruppo di teppisti di strada, che una notte aiutandola dalle molestie di un vecchio lord la ospitano nella loro casa occupata, qui farà la conoscenza di un giovane musicista di strada, il rapporto tra i due si infittisce oltre l'amicizia, ma Helen permeata dal trauma non saprà mantenere la relazione e rifiuterà l'amore del musicista, ma nonostante il rifiuto Helen si aprirà a una relazione di amicizia rigenerante, tanto da riprendere a disegnare i soggetti dei libri di Beatrix Potter sua passione nascosta che aveva accantonato.
Ma il fragile equilibrio si spezza quando il suo fedele topo da compagnia viene ucciso da un gatto randagio, presa dallo sconforto fugge verso il lake district (regione montuosa nel nord dell'Inghilterra) luogo di nascita della sua amata scrittrice, qui riuscirà a trovare un lavoro in un agriturismo, gestito da due simpatici pensionati che la ospiteranno e le daranno un affetto sano e sincero, questo momento di respiro concederà alla protagonista il momento perfetto per elaborare la situazione, per calibrare i pensieri e pacificarsi, dal suo pensiero iniziale riuscirà a condannare l'errore del padre, fino ad arrivare al confronto con l'artefice stesso del suo dolore, in uno dei finali più inaspettati e reali dell'opera, niente vendette machiavelliche o processi vistosi e strappa lacrime, ma bensì un confronto a parole, in uno dei dialoghi più tangibili e chiarificanti nel mondo del fumetto, dopo la conversazione Helen cosi potrà separarsi dal trauma ma non cancellarlo, imparerà a convivere con "il topo cattivo".
L'autore si rifa molto a citazioni di cultura popolare inglese, in primo luogo a Beatrix Potter che può essere quasi vista come un guida spirituale nel viaggio della protagonista, arrivando addirittura a scrivere una storia fittizia dell'autrice inserita nel volume, simbologie particolari stanno anche dietro ai topi (protagonisti delle favole della stessa) che l'autore esalta anche attraverso il fascino che Helen attribuisce a questi animali, arricchendo l'opera di leggende popolari come quella del "re dei ratti"e risolviti storici su tali, ma in primo luogo questi animali rappresentano il trauma della protagonista, infatti in alcune delle tavole più raccapriccianti il padre è rappresentato come un gatto infernale che si nutre di Helen un topo indifeso, il topo rappresenta anche il peso del trauma, dopo la morte del suo topo da compagnia la protagonista lo vede come un allucinazione, un grande topo nero che la segue, il "topo cattivo" che non può dimenticare.
Le tavole sono di una chiarezza ed espressività impressionante, il tratto è definito e con la giusta quantità di dettagli, il colore si alterna tra prevalenza di chiari durante il viaggio e scuri e rossi tenebrasi nei flashback oscuri, Talbot imposta le tavole in modo scenico e astuto, le vignette sono spesso poche, grandi e ampie, ad esclusione delle pagine dove usa il focus su i dettagli disseminando vignette con piccoli particolari, con un fuori programma molo gradito durante "il confronto" in cui l'autore fa delle sequenzialità un virtù senza pari, concludendo lo stile di Talbot in quest'opera è chiaro, definito e d'impatto.
Consiglio questa storia a chiunque sia abbastanza maturo da affrontarla, e voglia qualcosa di abbastanza complesso, una lettura impegnata che fa ragionare.
l'angolo della citazione "L'amore ti da piacere. Sicurezza. L'amore non ti stritola, non ti porta a odiarti a provare disgusto di te stesso. Non ti annebbia la mente. Non ti riempe di paura. Non ti fa venire il voltastomaco. [...] Io mi fidavo di te! E tu mi hai rubato l'infanzia!"-da uno dei confronti che non potrò mai dimenticare.
-Bad Facu

mercoledì 18 maggio 2016

STREET FIGHTER V: ASPETTATIVE SODDISFATTE?

Correva l'anno 1987 e l'ormai famosa CAPCOM aveva sfornato due capolavori come COMMANDO(divenuto poi BIONIC COMMANDO)e GHOSTS'N GOBLINS,  proprio per questo non aveva bisogno di mettere sul mercato un gioco che rischiava di non brillare oscurato da due Gioconi creati dalla stessa SOFTWARE HOUSE (casa di sviluppo) .
logo CAPCOM . dietro notiamo personaggio storici della serie da ryu di Street fighter a Leon di resident evil 2.

CAPCOM  annunciò MEGAMAN,il suo migliore platform e la controparte KONAMI aveva annunciato METAL GEAR SOLID (ne parleremo presto) , quindi che motivo c'era di tirar fuori Street fighter?





Senza saperlo CAPCOM stava per fare uno dei più grandi regali che una software house potesse fare a un suo cliente , un regalo che ha cambiato il mondo videoludico e anche il modo di vedere i videogame.
Dopo anni di spin-off , un solo capitolo su PS3 e incalcolabile HYPE(attesa per un gioco) accumulato nel tempo, il 2016 è l'anno del nuovo capitolo ,esaminiamolo nel dettaglio .


Il gioco presenta una modalità storia classica con mini-storie per ogni personaggio del ROSTER (insieme di personaggi che compongono il totale degli stessi) , la modalità OFFLINE (sul divano con amici) , L'ONLINE e la classica  SURVIVAL MODE dove proveremo a restare ai nemici fino a quando i polpastrelli reggono.



Le novità introdotte sono molto interessanti : 
1) V TRIGGER : per un lasso di tempo limitato il nostro personaggio ha un danno o resistenza extra 
2) V SKILL:abilità anti spam (nel caso di SFV il cosidetto  anti zoning)
3)V REVESAL: in base al personaggio ci possiamo teletrasportare o contrattacare.

Appena iniziato lo scontro ci accorgiamo subito dell'immediatezza del titolo in contrasto con la estrema conoscenza di ogni singolo personaggio e ogni singolo sua mossa .Bisogna calcolare il momento migliore per utilizzare il V REVERSAL e nello stesso tempo non fare calare mai la concentrazione sul match che si baserà su 3 round e avremo a disposizione un solo errore (classico dei picchiaduro).
Se al lancio abbiamo visto facce note , non mancano di certo le novità nel roster : NECALLI, molto lento con un danno sbilanciato a tratti , stanca facilmente dopo pochi utilizzi ;RASHID personaggio assai divertente da utilizzare per via delle sue mosse tornado e la sua velocità .A loro non potevano certo mancare due clichè del picchiaduro moderno :
FANG , sopra le righe , dal design unico e LAURA , donna che non si fa toccare con un dito e se ci provi le prendi di santa ragione .



Il titolo si presta molto per il multiplayer competitivo ma al lancio la situazione era disatrosa quasi ingiocabile .
Dopo mesi di patch (aggiustamenti al single/multi player) il gioco sembra avere un NETCODE stabilizzato e i contenuti single player aumentati grazie a DLC gratuiti che vanno a aggiungere personaggi storici della serie .
In definitiva il gioco presenta notevoli spunti nel combattimento e divertimento assicurato ma allo stesso tempo va a calare a picco vertiginoso e rischi di rimanere molto deluso della spesa fatta . 
Sotto tono rispetto alla controparte MORTAL KOMBAT X  ,ormai lo avrete capito, decisamente superiore e sopratutto più divertente, spettacolare e addirittura più immediato .





PREGI:  Grafica in unreal engine 4 di                      ottima fattura                   
               Il design di FANG e RASHID
               L'impegno mantenuto da                             CAPCOM sia nel single che nel                  multi del titolo

DIFETTI: Contenuti al lancio ridicoli
                 Arene poco ispirate 
                 Netcode ballerino
                 Gioco che poteva                                           tranquillamente essere                               always online 


VOTO : 7,5 . Lo si aspettava con ansia per via dell' ottimo quarto capitolo e i vari super e ultra street usciti negli anni ma il gioco delude, e non poco. Sconsigliato a prezzo pieno e neanche minimamente confrontabile con SCORPION e soci . 


LucaasGAME7 simoo 

lunedì 16 maggio 2016

#NelMulinoCheVorrei Superman È Un Po'Più Gay

Io odio parlare di film, per due motivi
> Ignoranza abissale. Non è il mio campo, non mi ritengo minimamente capace.
> Non ho molto tempo di guardarli e molto spesso preferisco dedicare il tempo delle chiacchere alla visione.


Io quando mi chiedono il mio film preferito
Nonostante questo parlerò dei cinecomics della DC, e in particolare di quelli del Naivy Bluone.



Partiamo dal discusso e scagato Batman vs Superman: Dawn Of Justice. Difetti a palate, sembra un grosso trailer più che un film utile; molte incongruenze e cadute di stile, troppi personaggi, avvenimenti, cose inutili e a ergersi sopra tutti questi, svolazzando nel cielo col suo mantello prugna, lui:
L'uomo d'acciaio.

Perchè una volta tanto gli tocca.
La colpa non è di certo di Cavill, bravo nel ruolo, ad occupare bene lo schermo ed estremamente espressivo. Non ho faticato un minuto a pensare a lui quale un alieno super venuto dallo spazio.


Ridono perchè sanno che a 'sta botta non li cazzio.

La colpa è della DC/WB/Snyder, che ha profondamente snaturato il personaggio e le sue storie, prendendo il suo cuore e tarpandogli le ali.
Attratti dall'universo di Nolan, hanno voluto dar realismo a un personaggio fantastico, a cui basta indossare degli occhiali per nascondersi al mondo; ad un personaggio che ha fatto sì che gli abitanti di Metropolis guardassero di nuovo in cielo, e che doveva essere un messia di pace e amore, e hanno deciso di buttarlo a terra, affogarlo nel fango e portarlo al loro livello.

La cosa genera vari difetti, ed escludendo i più banali che non ho voglia di elencare, prenderò in considerazione quello più interessante:
Non vi è differenza fra Batman e Superman



1.il celebre discorso di Luthor perde senso divenendo semplicemente un qualcosa di agghiacciante per qualsiasi fashion blogger *Blu scuro e Nero? Stiamo scherzando vero?*

2.Superman è solo un Batman potenziato: mena i poracci, fa casino, nessuno lo ama. Solita routine, zero diversificazione.

3.È tutto estremamente surreale: il tentativo di creare una persona vera, ma che effettivamente non prova rimorso per quel che fa, o almeno ne prova poco o nulla. Capirei se Supes portasse Speranza, ma, per come lo hanno gestito nei film, ha rotto cose, portato alieni a casa nostra, rotto cose, fatto casino, rotto cose, bombato 'na tipa e rotto cose.

Questo sono io che scappo verso Civil War e il MCU.

Detto questo, come dovrebbe essere imho Superman, tre esempi veloci veloci che siete qui già da tre minuti e vi siete rotti le cose.

>Superman dev'essere come "The Iron Giant" speranzoso, che affronti questioni morali molto comuni, facendolo però con eleganza.



>Superman dev'essere come "Gurren Lagann" *magari con meno tette o trivelle*
motivazionale, divertente, virile -nel senso migliore del termine- caotico come una stella danzante.


DAI UN CALCIO ALLA RAGIONE E FAI SPAZIO ALL'IMPOSSIBILE!

>Superman dev'essere come Superman.
Positivo, gentile, che ci sproni a essere migliori con noi stessi e verso gli altri, che ci dia l'occasione di guardare il cielo e sorridere, chiedendoci se sotto sotto, in ogni nostra piccola vittoria contro l'ansia,  l'egoismo, la depressione non siamo anche noi superuomini con la forza di cambiare il mondo.



All star superman di Morrison e Quitely


Una gallery a caso tratta dalla run di Straczynskyi e Barrows:
Superman and the Jumper.
*Tranquilli, non combatte con un maglione*

Fatemi sapere come dovrebbe essere Superman per voi, e se il post vi è piaciuto ^^

sabato 14 maggio 2016

Guida non ragionata su "Tutto Pazienza"

Dopo un patto con Satana, finalmente il mio desiderio si è avverato.
Pazienza torna in edicola, in una nuova serie di allegati con La Repubblica e L'espresso.
20 Volumi, tante storie, tante illustrazioni, tante emozioni che si accavalanno nella furia del fumetto.


Qui trovate la notizia del sito ufficiale


Inutile dirvi che è un notizione per cui vi si dovrebbero arricciare le dita  del cazzo per l'emozione.
Anche l'edizione promette parecchio bene, parliamo di cartonati belli spessi con un formato ragguardevole, tra l'altro ad un gran prezzo per edizioni ben più costose o più introvabili del Molise.
Ma parliamo del particolare più succoso, il piano dell'opera (le uscite):


Come Crescendo ha reagito ala notizia.



21/05/2016-1Pentothal
28/05/2016-2Zanardi 1981- 1984
04/06/2016-3Zanardi 1985-1988
11/06/2016-4Pertini
18/06/2016-5Pompeo
25/06/2016-6Il Partigiano
02/07/2016-7Allegro con fuoco
09/07/2016-8Amore mio
16/07/2016-9Costa turca
23/07/2016-10Lo specchio dei tempi
30/07/2016-11Una estate
06/08/2016-12Gli anni giovanili
13/08/2016-13Convergenze
20/08/2016-14Super pazeroticus
27/08/2016-15Bestiario
03/09/2016-16Favole e cartoon
10/09/2016-17Il segno ottanta
17/09/2016-18Vignette vignette vignette
24/09/2016-19Incompiute
01/10/2016-20Mi chiamo Andrea   

Siete Ricchi, avete il Ca$h o vendete il culo?
Prendete TUTTO

Siete Poveri ma ciò non vi impedisce di avere Good Taste?
Vi consigliamo di prendere:

1_Le Straordinarie Avventure di Pentothal prima opera pubblicata       dall'autore su Alter Alter nel 1977. questa affermazione potrebbe   far pensare a un qualcosa di acerbo, filologicamente importante ma   narrativamente non brillante. Fidatevi non è così, un'opera figlia   del proprio tempo, narrativamente intensissima e di una maturità     sconfinata. CONSIGLIATISSIMA.
5_Gli ultimi giorni di Pompeo più comunemente conosciuto nell'         ambiente come picco artistico dell'autore, trasfigurazione e         narrazione della propria vita tramite la carta.
20_Io sono Andrea questa è l'unica opera che entrambi non abbiamo     mai sentito neanche nominare, e che entrambi desideriamo             ardentemente proprio per scoprire come un autore tanto grande,       tanto potente possa aver percepito se stesso negl'anni.


VADA! VADA! NON CINCISCHI! VADA A COMPRARLI!
SI RENDE CONTO CHE SONO UNA MAREA DI CAPOLAVORI?
(so di far schifo per aver usato Bonolis per promuovere PAZ)

Il mio collega insiste prepotentemente per inserire anche il buon vecchio Zanna, ma Zanardi lo potete recuperare nel volume Fandango che costa 27 Euro (se ipotizziamo lo sconto amazon vi è una differenza di pochi euro rispetto a questa edizione) quindi vi consiglio di prenderlo successivamente.

Per ricordarvi quanto sia garficamente apetibile (per non parlare di quanto lo sia a livello di testi) Pazienza vi lascio alcune tavole


Speriamo che l'articolo vi sia piaciuto e sia utile.
un saluto da BadFacu e C612

venerdì 13 maggio 2016

: LA DEMO CHE STAVATE ASPETTANDO

Dopo innumerevoli news trapelate in rete negli ultimi mesi e video che di gameplay di presentazioni del roster che va a comporre il mondo di gioco , oggi 13 maggio 2016 è disponibile sullo STORE PSN E XBOX  la demo di ONE PIECE BURNING BLOOD .

La demo presenta due modalità : battaglia contro la CPU e battaglia in locale per 2 giocatori .
Entrati in gioco notiamo subito il classico stampo di casa bandai improntato verso una grafica molto appariscente con diverse tonalità di colore e rifiniture curate molto bene per quanto riguarda non solo i personaggi ma anche  l'unica mappa  giocabile .
immagine che ritrae una vignetta del manga . in basso a destra il colosseo da qui l'ispirazione del maestro ODA per la serie di DOFLAMINGO

Il colosseo di Dressrosa è l'unica mappa disponibile nella versione di prova , riprodotta fedelmente non è distruttibile e lascierà una sorta di amaro in bocca dopo averla giocata sopratutto dopo aver visto il MUSOU  di buona fattura avvenuto con PIRATE WARRIORS 3 .
La scommessa di SPIKE CHUFSOT(sviluppatore del titolo ) è tutt'altro che facile considerando che la stessa BANDAI aveva già puntato su un sistema di gioco simile in passato ricevendo si ottime vendite da parte dei fan ma anche una  critica altanelante  da parte degli esperti nel settore .
4 sono i personaggi disponibili nella demo di gioco :
1) LUFY. Cappello di paglia è ormai conosciuto in tutto il mondo come icona del mondo dei fumetti e l'anime andato in onda prima su italia 1 e tuttora su italia 2 ne è la testimonianza che il pubblico lo ama. il suo sistema di combattimento presenta mosse molto simili tra loro per quanto riguarda il cosidetto spam . una volta caricata la barra della furia in basso a sinistra avremo la possibilità di sfoggiare la sua massima potenza . Per chi di voi legge il manga o semplicemente si spoilera su youtube le puntate saprà di certo che Lufy  diventa molto più forte utilizzando il GEAR FOURTH, il gioco ci permetterà di utilizzare questa versione di lufy caratterizzata in maniera davvero eccellente, una gioia per gli occhi . 

2) ACE il fratellone di Lufy nonchè ex membro della ciurma di Barbabianca , presenta attacchi da lontano con classici raggi di fuoco e  una potenza corpo a corpo misurata . Una volta scatenata la furia ( premendo il tasto R3 su playstation o l'analogico in basso su xbox) dopo aver caricato a pieno la nostra barra il nostro beniamino otterrà una potenza notevole . 

3) FRANKY . uno dei personaggi meglio riusciti di Oda è sicuramente l'accanito bevitore svestito ,  che troveremo nel gioco nella sua forma da battaglia . appare palese come lo stesso abbia a differenza degli altri più scelte di gameplay e sià fatto in modo da strappare un sorriso più di una volta .

4) AOKIJI . Semplicemente fantastico . il personaggio è riuscito davvero benone e il suo pacchetto mosse è davvero spettacolare con un uso del ghiaccio che fa brillare gli occhi . La mossa che lascia davvero stupiti è il cosidetto ICE BLOCK BECCO DI FAGIANO: scaglia verso il nemico una forma ghiacciata del pennuto che fa davvero un bel effetto non solo visivo ma diminuirà la vita avversaria di non poco .

La novità principale del titolo è la possibilità di switchare i personaggi in qualsiasi momento premendo R2 O L2 (RT O LT su xbox) , il gameplay diventa estremamente diversificato e si dimostra molto diverso in base alle occasioni


PREGI DELLA DEMO :
1) grafica 
2)scelte di character design 
3) le final dei personaggi

DIFETTI DELLA DEMO:
1) 4 personaggi
2)1 vera modalità
3)mappa poco convincente si salva grazie al colpo d'occhio

la data di uscita è fissata per il 12 giugno , attendiamolo con un discreto hype ma non gridiamo di certo al miglior capitolo della serie.


VOTO DEMO : 7 . Tutto sommato parliamo pur sempre di un gioco divertente che si lascia giocare volentieri ma scavando in fondo non è poi cosi indimenticabile . La versione definitiva non dovrebbe poi scostarsi troppo da questa demo ma staremo a vedere . 

A presto  ..... LucaasGAME7 simoo


mercoledì 11 maggio 2016

Tre Ragazze Scatenate: il manga che non ti aspetti!

Salutazioni altissime Pini, Abeti e Querce, benvenuti nella mia primissima recensione in questo blog! Il manga di cui voglio parlare oggi si chiama Tre ragazze Scatenate (nome originale: Papa no iukoto o kikinasai!), disegnato da Youhei Takemura e scritto da Tomohiro Matsu, edito in Italia da Planet Manga, al costo di 4,20€ al volume per un totale di 3 uscite.




La storia è tanto semplice quanto interessante: Yuta è uno studente universitario orfano di entrambi i genitori che ha vissuto sempre insieme alla sorella maggiore (Yuri), quando un giorno ella decide di sposarsi con un uomo già padre di due figlie avute da altre due relazioni diverse. Yuta non accettando la decisione della sorella maggiore si separa dalla nuova famiglia e va a vivere da solo in un monolocale di circa 10 metri quadri (tenete a mente questa misura!). Dopo circa tre anni la sorella chiede a Yuta di tenere a bada queste tre ragazze (Sora, 14 anni; Miu, 10; Hina, figlia biologica di Yuri, 3) per le vacanze estive, ma uno sfortunato evento è destinato ad abbattersi nuovamente su Yuta e sulla sua famiglia: durante questa vacanza Yuri e suo marito scompaiono e non si sa se effettivamente siano ancora in vita o meno. Il nostro protagonista decide quindi di prendersi cura delle 3 sorelline a discapito del poco spazio presente nel suo appartamento. In tutto questo si inseriscono molto bene altre tre persone molto care a Yuta che faranno di tutto pur di dargli una mano. Cosa succederà con l'evolversi della storia?




La storia in questione è molto interessante e ben realizzata, oltre al fatto che è una miniserie di soli tre volumi, quindi di facile acquisto e alla portata di tutti. Il manga contiene di tutto, dalle scene tragiche e tristi, a momenti comici, con quella punta di erotismo (non troppo spinto) che non guasta mai. Non stiamo di certo davanti ad un capolavoro, ma è un buon manga che permette al lettore di divertirsi e di riflettere su alcune condizioni di vita, che possono esser lontane dallo stesso, ma presenti nella realtà quotidiana, come la difficoltà ad arrivare a fine mese, la scomparsa di persone care e la difficoltà a conciliare i momenti da passare con la famiglia e con la persona che si vuole conquistare. Pregevole è anche il fatto che all'inizio di ogni volume vi è anche un riassunto molto dettagliato di tutto ciò che è accaduto in precedenza.


  1. Passiamo, però a vedere l'aspetto negativo per eccellenza di questo manga: la trama, soprattutto nella parte iniziale della storia sembra essere molto forzata, con la morte de allo sviluppo della storia che comunque procede senza intoppi


"Tre Ragazze Scatenate" di certo non sarà un pilastro della cultura fumettistica giapponese, ma è un ottimo fumetto capace di darti mille emozioni diverse in soli tre volumi; personalmente lo consiglio, soprattutto per chi cerca una lettura leggera, ma non troppo. Se dovessi dargli un voto da 1 a 10 di certo sarebbe assurdo valutarlo meno di 7.


Detto questo gente vi lascio le mie salutazioni e ci ribecchiamo quanto prima ;)